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Buongiorno, è ora di svegliarsi!

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Le tartarughe terrestri alla fine dell’autunno si sono interrate in giardino per il letargo invernale. Rallentando al massimo il metabolismo, resistono in uno stato di vita latente grazie alle riserve accumulate nella bella stagione. In primavera, con l’aumento della temperatura, si svegliano e riemergono per riprendere la loro attività. Se il letargo si è svolto in condizioni ottimali, al momento del risveglio la tartaruga riemerge per lo stimolo del calore del sole, che riattiva il suo metabolismo.

Appena la vediamo vi sono alcune cose che possiamo fare per aiutarla. Va esaminata con cura, per vedere se presenta lesioni da morso causate da roditori: in tal caso va subito fatta visitare. Poi va pesata con una bilancia di precisione, per vedere se il peso è entro limiti normali: le tartarughe non perdono più del 1% del peso per ogni mese di sonno invernale. Confrontando il peso dell’animale annotato l’autunno precedente con quello del risveglio, possiamo verificare se ci sono stati problemi. Occorre anche osservare se la tartaruga tiene gli occhi bene aperti, se il naso è pulito o se ci sono segni di scolo nasale. In caso è sempre bene ricorrere al veterinario.

LE PRIME CURE

La prima cosa di cui ha bisogno la tartaruga al risveglio è di integrare le riserve idriche ed eliminare le tossine accumulate nella vescica: per far ciò deve poter bere.

- La possiamo immergere in una vaschetta bassa, piena di acqua tiepida che arrivi a coprire appena il piastrone (la parte inferiore della corazza). Se tutto va bene, la tartaruga immerge subito la testa per bere avidamente, e allo stesso tempo svuota la vescica nell’acqua.

- La ripresa dell’alimentazione avviene entro una settimana dal risveglio.

UN SONNO ‘PERICOLOSO’

- Durante il letargo la tartaruga è esposta a molti rischi, tra cui il congelamento se la temperatura è stata troppo rigida, con conseguenti danni al tessuto nervoso che si manifesta con cecità, paralisi, lesioni cerebrali.

- Se invece la temperatura è stata troppo mite, il metabolismo non ha rallentato in modo sufficiente e il consumo delle riserve corporee è stato troppo veloce, lasciando al risveglio un rettile debilitato, disidratato e incapace di riprendersi.

Altri pericoli sono:

- i roditori, che possono aggredire i rettili indifesi e divorarli,

- l’annegamento se una pioggia particolarmente abbondante crea un ristagno di acqua sopra la zona in cui i rettili si sono interrati.

COSA FARE SE STENTA A RIPRENDERSI

Le tartarughe che hanno difficoltà a riprendersi dal letargo, sono apatiche e non si alimentano, richiedono l’immediata attenzione di un veterinario esperto in rettili. Ecco un esempio dei problemi di salute che compaiono dopo il letargo.

- Lesioni da freddo. Il freddo estremo durante il letargo può causare danni agli occhi o al sistema nervoso. Si manifestano con cecità e quindi mancata assunzione di cibo, incapacità di muovere uno o più arti, testa deviata da un lato, movimenti in circolo.

- Stomatite nevrotica (infezione della bocca). La cavità orale è infiammata e piena di materiale purulento. La condizione è dolorosa e impedisce alla tartaruga di alimentarsi.

- Rinite (infezione respiratoria). Si manifesta con uno scolo dalle narici che può essere mucoso o purulento, spesso accompagnato da occhi chiusi e disinteresse per il cibo.

- Lesioni causate dall’attacco di roditori. Ratti e topi possono aggredire la tartaruga ibernata causando lesioni devastanti, fino all’asportazione completa degli arti.

UNA CURA SPECIALE

Il trattamento dell’anoressia post letargo consiste nel porre il rettile in un ambiente controllato, in terrario che offra condizioni di temperatura, umidità e luci ideali, nel reidratare quotidianamente l’animale e, dopo aver normalizzato la funzione renale, nell’iniziare a somministrare alimenti con un sondino, per riattivare il metabolismo. Generalmente si eseguono degli esami del sangue per valutare in modo approfondito lo stato fisico della tartaruga. Inoltre si trattano eventuali problemi concomitanti, come le infezioni o le ferite. Di solito, con le cure adatte la tartaruga riprende ad alimentarsi e può ritornare al suo giardino. (Foto: Wiki)

Per saperne di più: aaeweb.net

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Commenti   

 
Susi
0 #1 Susi 2016-04-04 14:41
Ottimi consigli per la cura di questi nostri amici. Mia sorella se ne occupa da molti anni e so che ci vuole molta cura c09