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La percezione visiva di Fido

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A differenza dei sensi dell’udito e dell’olfatto, la vista del cane è generalmente inferiore rispetto a quella dell’uomo. Fino a poco tempo fa si credeva che il cane non fosse in grado di distinguere i vari colori: oggi però si è propensi a non accettare questa teoria. L’occhio del cane è diviso in due sezioni dal cristallino, che cresce con l’età dell’animale, ed è costituito da tre strati: la sclera, che comprende la cornea, l’ulvea, di cui fanno parte coroide, iride e corpo ciliare, e la retina, che è costituita da due tipi di cellule fotosensibili: i bastoncelli e i coni.

I bastoncelli, in numero maggiore rispetto a quello dei coni, sono più sensibili all’illuminazione, ma permettono soltanto la visione in bianco e nero; i coni, invece, quella a colori. I colori vengono riconosciuti dal cane solo approssimativamente, perché il numero dei coni non è molto elevato (circa il 5%); il grosso numero dei bastoncelli, però, permette all’animale di vedere meglio, rispetto all’uomo, se l’illuminazione è scarsa. Questa possibilità viene migliorata dal tapetum lucidum che giace sotto le cellule dei bastoncelli. È questo strato riflettente che rende l’occhio verde o giallo-verde, se viene illuminato da una luce, di notte.

L'evoluzione del cane ha quindi stabilito di sacrificare i coni a favore dei bastoncelli, perché questi permettono di vedere meglio in condizioni di luce scarsa, cioè quella che contraddistingue l'alba ed il tramonto: questo ritmo viene chiamato ‘crepuscolare’ ed è caratteristico della maggior parte dei mammiferi. Gli esseri umani sono stranamente diurni e quindi non sono mammiferi tipici per quanto riguarda la visione.

Il cane inoltre vede meglio gli oggetti in movimento o se lui stesso è in movimento; è anche molto sensibile a ciò che si muove all’improvviso: questa qualità è soprattutto utile nei cani da riporto, da punta e da caccia, e nei cani guida, quelli utilizzati per l’accompagnamento di persone non vedenti. I cani possiedono inoltre una terza palpebra per ogni occhio, detta membrana nittitante. Essa è solitamente nascosta sotto la palpebra inferiore, anche se in alcune razze è più visibile che in altre, e ha la funzione di ripulire l’occhio dalla presenza di corpi estranei.

IL CAMPO VISIVO

In base alla posizione degli occhi si determina l’ampiezza del campo visivo. Il cane possiede un grado di visione, maggiore di quello dell’uomo, che varia in base alla forma della testa: solitamente i dolicocefali (i cani a naso lungo) hanno una scarsa visione stereoscopica, ad eccezione di uno strettissimo campo visivo di fronte, a differenza dei brachicefali (a naso corto) che, avendo gli occhi posizionati nella parte anteriore della testa, possiedono una maggiore visione. Ad esempio, un Levriero arriva ad avere un campo visivo di 270° (cioè ha quasi il campo visivo di un gatto, che raggiunge i 280°); un cane dalla forma della testa più standard arriva ad avere un campo visivo di 250°. Man mano che il muso si appiattisce nelle varie morfologie facciali, l'ampiezza del campo visivo decresce, ma è sempre superiore a quella umana, che è di ‘soli’ 180°.

Riassumendo i cani hanno un campo visivo più ampio, una migliore visione notturna, una grande sensibilità al movimento (anche a grandissime distanze), una scarsa percezione dei dettagli (soprattutto da molto vicino). È inoltre altamente probabile che i cani distinguano il giallo, il verde ed il blu e che gli altri colori risultino delle variazioni di questi. I cani riconoscono che il rosso è un colore - cioè che non è bianco - ma non appare loro un colore diverso da un altro. (Foto: Pinterest)

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