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Uccelli sotto stress per colpa dei droni

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È in costante aumento l'utilizzo dei droni per gli scopi più disparati. Questi aeromobili a pilotaggio remoto vanno ad invadere il territorio di animali che finora non avevano mai visto cose simili. In questo caso una grande aquila abbatte letteralmente un drone, forse infastidita da questo 'strano' uccello. Droni e uccelli, un binomio che ultimamente sta facendo parlare parecchio. A fare chiarezza sul rapporto tra l'oggetto volante e gli uccelli, ci ha pensato uno studio della Stazione ornitologica svizzera di Sempach.

Stando alla ricerca, il fatto che gli apparecchi si spostino nello spazio aereo, là dove prima gli uccelli potevano muoversi indisturbati, è un problema. Lo stato attuale delle conoscenze sull'influenza dei droni per uccelli e animali selvatici, dice che ci sono delle differenze tra le reazioni dei vari volatili. Alcuni manifestano solo un aumento dell'attenzione, altri fuggono anche se il drone si trova ancora a grande distanza. Altri uccelli, come quelli in cova, non mostrano reazioni, ma solo perchè non abbandonano il nido neppure se disturbati, ciò non significa dunque che non siano sotto stress.

I disturbi causati dai droni sono un problema in crescita per gli animali selvatici, da prendere in considerazione seriamente. È infatti piuttosto drammatico quando gli uccelli smettono di covare, oppure non iniziano nemmeno. Se un uccello o un altro animale selvatico viene periodicamente costretto a fuggire, in casi estremi può morire per sfinimento. La Stazione ornitologica incontrerà nei prossimi mesi le autorità, gli utilizzatori di droni e gli operatori che a vario titolo si occupano della protezione della natura per sviluppare regole che possano godere di un ampio consenso per un utilizzo dei droni rispettoso degli animali selvatici.

Nel frattempo, gli esperti di Sempach hanno emanato alcune raccomandazioni: non far decollare o atterrare i droni vicino agli uccelli e rinunciare ad effettuare manovre nelle vicinanze di uccelli; non far volare mai direttamente i droni verso gli uccelli e interrompere il volo se gli uccelli mostrano una reazione; preferire piccoli apparecchi silenziosi; rinunciare a voli lungo pareti rocciose, in particolare tra febbraio e luglio, periodo di nidificazione di specie sensibili come il Falco pellegrino o il Gufo reale; rinunciare a voli sopra zone di protezione della natura e mantenere una distanza di almeno 200 m; rispettare assolutamente i divieti di volo vigenti nelle zone di protezione per gli uccelli acquatici e migratori.

Fonte

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Commenti   

 
Susi
0 #1 Susi 2017-07-02 17:11
Certo che i droni possono anche essere utili in tanti casi, ma che siano a libera disposizione di chiunque mi sembra più che esagerato e mi dispiace tantissimo per tutti gli animali che ne soffrono!