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Linguaggio ed espressioni del gatto

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A differenza del cane, Micio probabilmente non ci obbedirà, se non raramente, (ma solo perché è troppo legato alla sua indipendenza), ma stiamo pur certi che capirà tutto ciò che gli diremo. Chi possiede un gatto per la prima volta, rimarrà piacevolmente sorpreso dal vasto repertorio di suoni che esso riesce a produrre. Secondo l’American Journal of Psychology il gatto riesce a produrre più di sedici suoni completamente diversi tra loro e ognuno con il proprio significato.

Basta osservarlo con molta attenzione per scoprire il suo meraviglioso universo comportamentale felino: il suo ‘miao’, che indica voglia di cibo; le fusa, manifestazione di gioia, che possono variare da un suono leggero, scarsamente percettibile, a un rumore a piena gola; il sibilo simile a un soffio (come quando tenteremo di dargli una medicina) e il gemito di sofferenza.

Micio comunica con ogni parte del corpo e chi ama i gatti sa bene che, se i messaggi corporei possono essere mal interpretati da una persona poco esperta, la mimica facciale è perfettamente in grado di mostrare in maniera limpida l’umore del piccolo felino. Dalle orecchie alle vibrisse, non esiste parte del muso che non sappia esprimere le emozioni feline.

Ecco le principali espressioni del gatto e come interpretarle:

- un micio rilassato si presenta con i tratti del muso distesi, le orecchie dritte, ma non in tensione, appena rivolte verso l’esterno in modo da percepire anche il minimo rumore; le vibrisse sono distese lateralmente in posizione di riposo;

- se il felino capta improvvisamente un suono degno della sua attenzione, sia esso un segno di possibile pericolo oppure della presenza di una preda, lo vedremo immediatamente rizzare le orecchie, tendere leggermente in avanti le vibrisse e fissare lo sguardo in direzione del rumore; le pupille si contraggono e la testa segue rapidamente ogni più piccolo movimento;

- quando il gatto è spaventato appiattisce le orecchie e le rivolge verso l’esterno, le narici si dilatano, lo sguardo è basso e sembra quasi fissare il vuoto. In questi casi bisogna fare attenzione perché il gatto, sentendosi minacciato, potrebbe attaccare;

- un’altra espressione tipica felina è quella offensiva e intimidatoria riconoscibile dalla bocca semiaperta, lo sguardo fisso e minaccioso, le orecchie ruotate verso l’esterno e aderenti alla testa per proteggerle dagli eventuali attacchi dell’avversario durante la lotta.

Ricordiamo che:

- i mici usano molto gli occhi per comunicare tra di loro e con gli esseri umani: se abbassano lo sguardo di fronte a un loro simile è un segno di sottomissione, se socchiudono gli occhi a un umano è un gesto di completa fiducia nei suoi confronti;

- non tocchiamo il nostro gatto dopo averne accarezzato un altro perché, sentendo l’odore di un suo simile, potrebbe interpretarlo come un tradimento. Inoltre, mai avvicinare o tentare di toccare Micio quando è impaurito perché potrebbe reagire violentemente per difendere la propria incolumità.

A forza di convivere con l’uomo, i gatti finiscono per assomigliargli sempre di più, per quanto possa sembrare strano, anche il nostro piccolo amico è soggetto alla noia e il primo segnale di questo stato d’animo è il continuo sbadigliare (proprio come facciamo noi). Un ottimo rimedio, se dobbiamo lasciarlo solo in casa a lungo, è tenere una radio accesa che trasmetta musica rilassante. (Foto: Pinterest)

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