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Proteggere il gattino: le vaccinazioni

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Nelle prime settimane di vita il gattino è protetto dall'immunità materna ricevuta mediante il colostro ed il latte. A partire dalle 7-8 settimane di età, è essenziale che il micio sia vaccinato contro alcune fra le più pericolose malattie virali che possono affliggerlo. Fino a quando non sarà immune, bisogna però evitare che il gattino contragga un virus dai gatti di quartiere. Per questo è importante tenerlo lontano da simili fonti di contagio, possibilmente confinandolo in casa per le due settimane successive alla somministrazione della prima dose di vaccino.

I vaccini contro i quali i gatti vengono vaccinati sono i due che provocano l’influenza, quello della panleucopenia felina, causa della gastroenterite felina, e il virus della leucemia felina. In particolari aree geografiche, il gatto può anche essere vaccinato contro la rabbia. In alcuni Paesi è disponibile inoltre un vaccino contro la peritonite felina infettiva. Non esistono invece protezioni contro l’anemia felina infettiva non virale. La vaccinazione può essere praticata solo su animali sani.

Anche se ci sono stati casi di reazioni anomale ad alcuni vaccini contro la leucemia felina, nella gran parte delle volte l’immunizzazione è priva di problemi e di effetti collaterali. Saltuariamente i vaccini possono causare temporanee reazioni locali o più generalizzate, ma sono facili da neutralizzare. La vaccinazione, ovviamente, non può proteggere l’animale che stia già incubando la malattia. Teniamo sempre il gatto in casa, finché non sarà vaccinato.

In gran parte dei casi, la vaccinazione iniziale consiste in due iniezioni, a 3 o 4 settimane di distanza, la prima somministrata a 7-8 settimane di vita. Poi, servirà solo un richiamo una volta all’anno. I gatti possono venire vaccinati separatamente per ciascuna malattia. Se viene praticato, il vaccino antirabbico viene effettuato sempre da solo. Oggi si usano comunemente vaccini trivalenti che proteggono contro l’influenza felina, la gastroenterite e la leucemia con una sola iniezione. Comunque, è sempre necessario discutere con il veterinario la tempistica delle vaccinazioni.

A vaccinazione avvenuta, riceveremo un certificato (o il veterinario apporrà timbri e firme sul libretto sanitario del micio). Teniamo questi documenti in un posto sicuro, per ricordare quando il gatto dovrà fare i richiami (alcuni ambulatori inviano per posta un promemoria) e per portarli dal veterinario quando sarà il momento. I documenti aggiornati, inoltre, sono indispensabili nel caso vogliamo lasciare per qualche tempo il micio in pensione. (Foto: Pinterest)

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Commenti   

 
Perla
+1 #4 Perla 2016-01-16 13:20
Dimenticavo.... .oltre ad ottimo articolo volevo anche scrivere "foto meravigliosa!" c09
 
 
Perla
+1 #3 Perla 2016-01-16 13:18
Ottimo articolo!
Ci sono veterinari che consigliano il vaccino fino a 15 anni e dopo preferiscono sospendere.
Noi non portiamo più Rodrigo che - oltre ad odiare le visite veterinarie - quest'anno festeggerà i suoi 16 anni!!
 
 
Nikiezorro
+3 #2 Nikiezorro 2016-01-13 11:57
i miei vengono ancora vaccinati... anche se devo ammettere che l'ultima volta che è stato vaccinato zorro non è stato tanto bene per due giorni *piangere
 
 
Susi
+1 #1 Susi 2016-01-11 18:47
Grazie Niki c09
I vaccini sono importantissii quanto la sterilizzazione . Devo però ammettere che quando i miei hanno superato i 15 anni e si sono calmati in generale, non gli ho più vaccinati. Questo perchè il nostro Silly se ne improvvisamente andato con problemi d'acqua nei polmoni dopo un vaccino fatto a 14 anni. Che ne pensate?