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I gatti mangiano i topi – sì, ma non solo!

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Si potrebbe pensare che i gatti di fattoria se la cavino benissimo da soli e che la vita di campagna si addica perfettamente alla loro proverbiale indipendenza. Ma chi l’avrebbe detto che il loro modo di vivere «libero» e «naturale» in realtà sollevi interrogativi in materia di protezione degli animali e salute animale? E chi sapeva che chi dà regolarmente da mangiare a un gatto, rendendolo dipendente da sé, viene considerato il suo detentore e ne è quindi responsabile?

I topi sono veramente un alimento sufficiente?

Contrariamente all’opinione comune, i topi e gli altri piccoli animali (uccelli, rettili) catturati dai gatti di fattoria non costituiscono un’alimentazione sufficiente. La densità di topi varia sia durante l’anno, sia da un anno all’altro. Se il detentore non dà da mangiare al suo gatto, nei periodi di magra questo sarà presto denutrito. Inoltre, anche se viene alimentato, il gatto non smette di cacciare: il suo istinto di cacciatore prevale e, ben nutrito, caccia meglio di un animale indebolito.

Nessun proprietario, nessuna responsabilità?

Chi dà regolarmente da mangiare a un gatto, rendendolo dipendente da sé, viene considerato il suo detentore. Questo principio si applica anche ai gatti randagi che per mangiare si uniscono ai gatti della fattoria. Poiché ai gatti la sola caccia ai topi non basta, si deve provvedere a dar loro altro cibo a sufficienza. Si deve anche prestare attenzione allo stato di salute degli animali. In caso di sospetta malattia, i gatti devono essere controllati e se necessario portati dal veterinario. Inoltre, la legislazione prevede esplicitamente quanto segue: «Il detentore di animali deve adottare i provvedimenti del caso per evitare che gli animali si riproducano in modo incontrollato.» Questa disposizione mira in particolare ad evitare che il detentore si veda costretto a «sbarazzarsi» dei cuccioli dopo una figliata indesiderata di gattini in sovrannumero. Sono vietati metodi quali l’affogamento e l’abbandono.

Meno malati degli altri?

Contrariamente all’opinione comune i gatti di fattoria, pur vivendo prevalentemente all’aperto, non sono più resistenti degli altri. Soffrono invece piuttosto spesso di due malattie molto contagiose: la panleucopenia felina e la coriza (raffreddore felino). La panleucopenia felina è una malattia virale altamente contagiosa che, nella metà dei casi, ha esito letale. La profilassi più efficace è data dalla vaccinazione. Lo stesso vale per la coriza. I gatti che ne soffrono presentano gravi disturbi respiratori e occhi dolorosamente infiammati e non possono essere abbandonati a sé stessi: se necessario, devono essere soppressi in modo indolore. Anche in questo caso, una vaccinazione potrebbe risparmiare sofferenze agli animali ed evitare la morte di molti gattini. (Foto: Pinterest)

 
Ulteriori informazioni:

Ufficio federale della sicurezza alimentare
e di veterinaria (USAV)
Servizio stampa  
Tel. 058 463 78 98
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